Ancora una volta lascio che sia il tempo a farmi prendere coscienza,a farmi metabolizzare e assimilare tutto ciò che è stato questo viaggio. 
Intraprendere un viaggio è ogni volta qualcosa di speciale e magico. Credo che ci siano tanti modi in cui poterlo fare. 

Questa volta ho voluto mettermi scomoda, mettermi alla prova, mettermi in difficoltà.

Sono evasa da un periodo molto delicato dell’anno per me, perché Natale per me ha sempre significato: Famiglia, Unione, Condivisione… 

Quando vivi così lontana da casa, dall’altra parte del mondo, non è così semplice prendere un aereo e tornare ad abbracciare i propri cari.

Così, per non sentire la solitudine e la mancanza, mi sono concessa la possibilità di evadere per riempire la testa, sgombrare la mente e occupare i pensieri.

Ho scelto di spingermi ai confini del mondo: la Nuova Zelanda!

E così, ho comprato il biglietto, zaino in spalla e via!

La montagna… la montagna! La montagna chiama a se!

E ció che ho visto… ció che ho sentito… ció che ho vissuto… era esattamente ció di cui avevo bisogno!

Ho dormito in mezzo al bosco. Ho camminato in mezzo a distese immense a perdita d’occhio.

Ho fatto il bagno nuda in mezzo a una valle, senza timore, paura di giudizio e imbarazzo.

Il bosco è stato la mia casa per giorni, dormendo di rifugio in rifugio.

Ho cucinato su un fuoco in mezzo alla foresta insieme a nuovi amici. Ho valicato fiumi di acqua gelida.Mi sono svegliata nel pieno della notte e ho visto la via lattea come fosse a un metro dal mio naso. Ho fatto l’autostop per la prima volta. Ho conosciuto gente da tutto il mondo. Ho ammirato l’immensità. Ho ascoltato a cuore aperto i suoni perfetti della natura. Ho scavalcato e mi sono arrampicata sugli alberi e su per le montagne. Ho rivisto la neve. Ho finalmente risentito la sensazione del freddo.

Ho condiviso insieme a estranei e ad amici ritrovati momenti indimenticabili. Sono rimasta a galleggiare in una piscina di acqua calda con un bicchiere di vino insieme a una buona amica. Ho portato il peso dello zaino per chilometri infiniti. Ho ammirato dall’alto. Ho sentito il piacere della libertà… di sentirsi infiniti e unici, immensi e parte del tutto. Ho sperimentato il piacere di ritrovarsi con poche cose, il necessario, ciò che serve, ciò che basta. 

Sono grata e felice. Sono stata in paradiso e ho ammirato l’immensità del creato e ascoltato il silenzio a cuore aperto! 

Viaggiare apre la mente, gli occhi, il cuore. È senso di libertà e piacere primitivo. 

Ridimensioni tutto quando sei davanti allo spettacolo dell natura.

E ti sorprendi nel dire che è talmente tutto perfetto che sembra finto. Poi ti fermi e pensi che in realtà non c’è niente di più vero. 

Siamo abituati ad avere gli occhi talmente tanto imbottiti di artificiale, a vivere nel cemento e ad avere parchi e spiagge finte e cieli grigi, che ci sorprendiamo davanti a ció che invece è reale!

I colori… i colori ci mancano!
Scalare la montagna è una metafora della vita. Si cammina e cammina… si fa fatica, si suda, si canta, ci si sente soli, si ride con chi si incontra, ci si scambia e si condividono momenti, si cresce e si impara dagli errori, e se una volta, sbagliando, attraversi la corrente di un fiume, la volta dopo magari sarai più saggio e userai il ponte; sassi scomodi nelle scarpe, pioggia e vento… e poi sole… senso di felicità e gioia. Picchi in salita e poi discese scoscese. Poi ci si ferma e ci si guarda indietro nel percorso fatto, con un sorriso e ammirando dall’alto tutto ciò che è stato, che ci rende ció che siamo in quell’istante… rivoltarsi e ancora guardare avanti e vedere quanta strada ancora da fare, che bisogna prendersi a braccia aperte, godendo di tutto. 

Un cammino meraviglioso quello che la vita offre.

Annunci